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Le Celle di Cortona Storia e spiritualità

Autore: TEOBALDO RICCI
Edizioni: EDIZIONI D’ARTE MARCONI

Il pellegrino che giunge alle Celle, appena varcato il portone d’ingresso del santuario, vive una sorpresa: d’incanto si affaccia al suo sguardo una costruzione curiosa, quasi un paesino di tetti e tettucci, che scoscendono digradanti, come se si appoggiassero a vicenda, con file di finestrelle che forano le rustiche pietre.
Ha la netta sensazione di entrare in un luogo che lo separa dal resto del mondo e lo immerge in una dimensione nuova: dello spirito.
A questa, subito se ne aggiunge un’altra: resta assorto, nel dubbio di trovarsi dinanzi a luogo deserto e disabitato, tanto è il silenzio che lo avvolge. Un silenzio immoto, destato poi dalla piccola campana della chiesetta, che lo richiama alla prossimità delle cose.
In effetti un’atmosfera intensa invita d’istinto alla contemplazione e all’ascolto di queste pietre così silenziosamente eloquenti.
Addossato alle pendici del monte S. Egidio, a picco sui massi della sponda destra del torrente Vingone, il millenario convento mostra le rughe del tempo passato, ma vive l’eterna primavera dello spirito: vi fioriscono la vita fraterna, la preghiera intensa, l’accoglienza semplice e sollecita di singoli e di gruppi, che affollano l’eremo, visitato ogni anno da migliaia di pellegrini.
Perché qui ha sostato Francesco di Assisi.